Ricerca e PMI
La programmazione economico- finanziaria 2007/2013 ha visto significativi passi in avanti rispetto al recente passato, ma l'Europa deve investire di più in tecnologia, ricerca e innovazione. È scritto nella strategia di Lisbona. La sfida è la «modernizzazione» dell'UE, con un bilancio adeguato al mondo di oggi e con stimoli alla competitività. Dobbiamo saper investire nel futuro, dimenticando un passato, e un presente, fatto di egoismi nazionali ed esorbitanti contributi destinati alla politica agricola. Stiamo correndo verso uno spazio europeo della ricerca.
La ricerca europea è entrata in una nuova fase e mai come prima d'ora l'innovazione è stata riconosciuta una priorità dell'azione dei governi. In molti Stati membri, le piccole e medie imprese cominciano a giovarsi degli sforzi intesi a favorire l'avvio di nuove attività produttive e a rimuovere gli ostacoli alla crescita imprenditoriale.
La mobilità dei ricercatori e lo scambio di conoscenze è il fattore che più di ogni altro contribuisce, nel mondo globalizzato, a far progredire le conoscenze tecnologiche e scientifiche in tutto il mondo.
Un coinvolgimento dei paesi del Mediterraneo in un circolo virtuoso di questo tipo offrirebbe sicuri vantaggi in prospettiva, considerando anche la grande tradizione in campo scientifico di alcuni di essi. Ancora oggi i programmi nazionali di ricerca sono molto indipendenti gli uni dagli altri. Per evitare questo isolamento, è necessario il rispetto da parte di tutti del principio di apertura reciproca dei programmi nazionali. Questo sistema integrato di ricerca deve essere organizzato in modo da anticipare e prendere in considerazione le esigenze che si manifestano nelle varie fasi dell'attuazione delle politiche pubbliche. In generale, i paesi del Mediterraneo dedicano oggi alla ricerca mezzi ridotti e le loro strutture di ricerca non sono di certo al livello delle nostre. Occorre un adeguamento alle esigenze dell'applicazione delle conoscenze a scopi economici e sociali. Risulta pertanto indispensabile favorire l'integrazione delle comunità scientifiche.